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Sr. Margherita Marchione. Ricordando la morte di Pio XII (It.).

Sr. Margherita Marchione

Il 9 ottobre 2008, si ricorderà in modo speciale il 50esimo anniversario della morte di Papa Pio XII. Carlo Tei, residente in Hong Kong, mi scrisse il 12 marzo 2008: “Cinquant’anni fa, da giovane studente a Roma, mi sono unita ai fedeli che, con devozione, accompagnarono la salma del defunto Pontefice Pio XII da Castelgandolfo al Vaticano. Tutti sapevamo che si accompagnava un “Santo” alla Città Eterna, la nuova Gerusalemme.”

Negli Stati Uniti, un altro giovane, Ronald Threm, viveva a Jersey City, New Jersey, volle onorare Pio XII raccogliendo i ritagli di tutti i più importanti giornali americani. Articoli e fotografie di Pio XII furono stampate, ricordando il bene fatto durante la vita, insieme alle fotografie del funerale. Con molta cura questo giovane li ha rilegati in nero e conservati bene con il titolo in oro: La Morte di Papa Pio XII. È un volume inestimabile e unico al mondo. La raccolta fa parte dell’immenso tesoro di memorabilia su Pio XII nel mio ufficio a Villa Walsh, Morristown, New Jersey.

Per apprezzare i sentimenti del pubblico americano, è interessante leggere un editoriale nel Los Angeles Examiner. Il giornale scriveva che questo Combattente per la Pace è stato il Papa della Pace: “È stata la volontà di Dio che il capo della Chiesa Romana Cattolica durante gli anni di gravi prove mondiali sarebbe stato un uomo con belle mani delicate, un viso di sapienza compassionevole, un corpo fragile, ed una voce di quieto e profondo conforto.” Purtroppo, oggi, gli attacchi ostili della stampa lo presentano come un debole e freddo burocrato della Chiesa, e insultano i documenti storici che lo mostrano come un eccezionale buono e santo Papa del secolo ventesimo.

In una conversazione con me, Padre Antonio Furiolo ha ricordato l’emozione avuta quando è morto Pio XII il 9 ottobre 1958. Tutti i membri della sua famiglia lo amava. Antonio era molto giovane ma si ricorda che piangeva insieme alla mamma e a tutta la famiglia. Mi disse: “Noi tutti eravamo inconsolabili. Per molto tempo mia madre teneva le candele davanti all’immagine di Pio XII e insieme pregavamo e piangevamo. Era un omaggio spontaneo e sincero verso qualcuno che noi consideravamo un amico di famiglia. Ricordo che io ero inconsolabile. Era la mia prima esperienza con la morte. Il primo grande dolore della mia vita. Pio XII rimase un modello che mi ha ispirato a diventare sacerdote.”

Quando morì Pio XII il 9 ottobre 1958, gli ebrei dapperttutto nel mondo lo lodarono per l’aiuto dato e furono tra i primi ad esprimere il loro dolore e la loro gratitudine per la sua sollecitudine nel salvare gli ebrei durante l’Olocausto. Infatti, il numero delle persone che volevano esprimersi fu così grande che il giornale New York Times poteva soltanto elencare il loro nome.

Alcuni recensori hanno chiamato il mio lavoro “intransigente,” “onesto,” “totalmente affidato alla verità,” “feisty,” o anche “cambattiva.” Sì, è vero. Ma ho cercato in questi anni di rivelare tutto, di non nascondere nulla; ho detto esattamente da dove viene l’informazione, ho aggiunto documenti rari e ho spiegato il perché delle mie parole.

M’inquieto con coloro che ripetono le stesse vecchie inesatte condanne contro Pio XII— che è stato “silenzioso,” o indifferente, oppure non si curava degli ebrei.

I miei libri rivelano anche che la stampa ebraica mondiale ha lodato Pio XII per l’aiuto dato agli ebrei durante il regno di terrore di Hitler e riportano la loro gratitudine per avere salvato centinaia di migliaia di ebrei in Europa.

Ho cercato di sottolineare che molti testimoni sono stati dimenticati o ignorati. Alcuni storici sono stati incapaci di rifiutare il danno fatto da Hochhuth, il quale ha presentato Pio XII come un papa silenzioso e indifferente e perfino un carnefice degli ebrei. Ma perché i cattolici sfortunatamente, hanno accettato questa bugia?

Forse, si potrebbe dire che Papa Pio XII fu il più potente capo del secolo ventesimo. È stato un realista con mente chiara, con un senso profondo della realtà dell’esistenza umana. La sua ricerca per la pace lo consumava e i suoi discorsi e i suoi scritti sono una eredità preziosa. Nonostante quanto sia stato vilificato, Pio XII è stato lodato e onorato sia dai Cattolici che dagli Ebrei.

Più di qualsiasi altro individuo o gruppo di individui, Pio XII ha dato speranza e coraggio a migliaia di persone durante la guerra e ha salvato il maggior numero di vittime ebree dal terrore dei nazisti. Avendo conquistato più ammirazione e lode dai fedeli di qualsiasi suo predecessore fin dal tempo della Riforma, è riuscito a restaurare il prestigio della Chiesa e ha dato direzione straordinaria a tutte le fedi del mondo. Era spontaneo, informale, e umano. Tuttavia, era anche molto solenne, serio, formale. Non solo comandava rispetto ma, delle volte, anche timore e preoccupazione da parte di coloro che lavoravano con lui. Nei suoi contatti personali Pacelli era affettuoso mentre gentilmente abbracciava i bambini e teneramente teneva i più piccoli nelle sue braccia. Durante le udienze papali, si tratteneva con i fedeli, con i prigionieri di guerra, con i mutilati e con i sofferenti.

Quando morì, Papa Pio XII fu l’oggetto di ammirazione unanime e gratitudine universale. Il Rabbino Joachim Prinz, presidente nazionale del Congresso Americano Ebraico, disse: “Tra i suoi grandi contributi all’umanità, il pontefice sarà ricordato dovunque gli uomini di buona volontà si riuniranno per la sua profonda devozione alla causa della pace e per gli sforzi sinceri nel salvare la vita di migliaia di vittime— uomini, donne e bambini ebraici—dalla persecuzione nazista.”

Il Cardinal Richard Cushing volle onorare Pio XII quando morì nel 1958 con queste parole: “Teologo, canonista, studioso, linguista, statista, diplomatico, tutto questo era Pio XII. Per tutto questo è stato lodato e celebrato e onorato. Ma più di ogni altra cosa è stato un buon pastore dedito al suo gregge di anime, dedito ai doveri della Chiesa e alla gloria di Dio.”

Da quando è morto Pio XII nel 1958, tutti i papi da Giovanni XXIII a Benedetto XVI hanno parlato della sua santità. Nel suo primo messaggio natalizio, Giovanni XXIII disse che il suo predecessore era degno di essere canonizzato e lo ha chiamato: “Doctor Optimus, Ecclesiae Sanctae Lumen, Divinae Legis Amatur.”

Infatti, il Cardinale Angelo Roncalli (il futuro il Papa Giovanni XXIII) venerava Pio XII. Nella sua omelia dell’11 ottobre 1958 nella Basilica di San Marco in Venezia, ha ricordato il magistero di Pio XII, il quale “seppe adottarsi al pensiero moderno e al progresso. La storia ricorderà il suo esempio, i suoi messaggi. Come “leader” della Chiesa Cattolica il suo nome resterà tra i più grandi e i più noti della storia moderna.” Ha concluso con una preghiera: “Voi siete l’Angelico Pastore che ci ha guidato sulla via della vita eterna, voi siete stato il difensore della nostra patria nelle ore più tragiche…. Benedite le nostre case, le nostre famiglie, i sacerdoti, i poveri, i sofferenti, i bambini. Oh, indimenticabile, Santo Padre sit super nos semper benedictio tua. Amen.”

Non c’è dubbio che la distinta dimensione spirituale del pontificato di Pio XII sia stata sottovalutata, specialmente dalla mass media. Forse le parole di Sua Eminenza il Cardinale Fiorenzo Angelini, il quale ricorda l’incontro con il Papa in mezzo alle ruine causate dalle bombe degli Alleati, illuminerà il pubblico: “Ciò che unisce il Magistero di Papa Pio XII e spiega la sua fermezza nel confrontare gli errori, è la sua spontanea carità verso i deboli, i perseguitati, e i bisognosi; come pure la sua attenzione ai problemi della società moderna….Non è stato soltanto un uomo grande; è stato un grande uomo di Dio.”

In occasione del primo anniversario della morte di Pio XII in ottobre del 1959, il Cardinale Angelini ha ricevuto un mandato dall’Associazione dei Medici Cattolici d’Italia di contattare Papa Giovanni XXIII. «Dopo la morte di Pio XII,» scrive Angelini, “l’ammirazione e la devozione per questo papa indimenticabile diventarono venerazione profonda come è stato testimoniato dall’Assemblea Nazionale di Catania. Molti di noi abbiamo chiesto la sua intercessione per benedizioni spirituali e temporali. Santità, auguro che la preghiera umile espressa dalle migliaia di medici nel primo anniversario della morte di Pio XII risulterà nella sua beatificazione e glorificazione.»

Fra le numerose relazioni sulle grazie spirituali ricevute attraverso l’intercessione di Pio XII, senza dubbio ci sono dei miracoli attribuiti alla sua intercessione nelle varie parti del mondo. Edvige Carboni ha vissuto a Roma durante l’intero pontificato di Pio XII. Nella sua corrispondenza e anche sui giornali ha dichiarato ripetutamente: “Il Nostro Papa è veramente un santo! Durante la guerra abbiamo sofferto molto! Se non fosse per l’aiuto del Santo Padre, tutti saremmo morti di fame…ma il Papa è venuto a noi ed a tutto il popolo di Roma con l’aiuto, portandoci il pane ed anche il vestiario. Il nostro Papa è un santo! Amatelo.» (L’Osservatore Romano, 8 novembre 2002)

Forse, si potrebbe dire che Papa Pio XII fu il più potente capo del secolo ventesimo. È stato un realista con mente chiara, con un senso profondo della realtà dell’esistenza umana. La sua ricerca per la pace lo consumava e i suoi discorsi e i suoi scritti sono una eredità preziosa. Nonostante quanto sia stato vilificato, Pio XII è stato lodato e onorato sia dai Cattolici che dagli Ebrei.

È da notare la testimonianza del Cardinale Ersilio Tonini: “Rimproverano Pio XII di viltà per il suo silenzio, ma non è giusto. Quando dovette denunciare apertamente, il Papa non ebbe affatto paura. Egli condannò l’invasione del Belgio da parte di Hitler, definendola un crimine contro ogni diritto umano e divino. A Roma ordinò che le porte di tutti gli edifici appartenenti al Vaticano fossero aperte agli Ebrei e ad altri rifugiati politici. Leggi fasciste impedivano agli studenti ebrei di proseguire i loro studi: il Papa organizzò le università pontificie perché li accogliessero”.

Nel libro, The Holocaust: a History of the Jews of Europe during the Second World War, lo storico Sir Martin Gilbert, scrive: “Oltre ai 6 milioni di uomini, donne e bambini ebrei uccisi, almeno un ugual numero di non-Ebrei subì la stessa sorte, non nel pieno della battaglia, né durante un assedio militare o un bombardamento aereo o per le dure condizioni di guerra, ma in virtù di stragi deliberate, pianificate…”.

Una testimonianza rilevante sul ruolo di Pio XII è quella del Rabbino Israel Anton Zolli, il quale trovò asilo in Vaticano. Nel suo libro, Antisemitismo, afferma: “Gli ebrei di tutto il mondo sono grati a Pio XII per i suoi continui e pressanti appelli; e quando questi si rivelarono inefficaci, per le sue vibrate proteste contro leggi e procedure inique… Nessun eroe, nel corso della storia, fu più militante e osteggiato di Pio XII nel perseguire l’opera di vera carità!… E questo a favore di tutti i figli sofferenti di Dio.”

Più di qualsiasi altro individuo o gruppo di individui, Pio II ha dato speranza e coraggio a migliaia di persone durante la guerra e ha salvato il maggior numero di vittime ebree dal terrore dei nazisti. Avendo conquistato più ammirazione e lode dai fedeli di qualsiasi suo predecessore fin dal tempo della Riforma, è riuscito a restaurare il prestigio della Chiesa e ha dato direzione straordinaria a tutte le fedi del mondo.

Pio XII era spontaneo, informale, e umano. Tuttavia, era anche molto solenne, serio, formale. Non solo comandava rispetto ma, delle volte, anche timore e preoccupazione da parte di coloro che lavoravano con lui. Nei suoi contatti personali Pacelli era affettuoso mentre gentilmente abbracciava i bambini e teneramente teneva i più piccoli nelle sue braccia. Durante le udienze papali, si tratteneva con i fedeli, con i prigionieri di guerra, con i mutilati e con i sofferenti.

Come membro dell’istituto delle Maestre Pie Filippini, che per tre secoli ha avuto stretti legami al Papa e al Papato insieme alla conoscenza personale della famiglia Pacelli, io ho scritto libri e articoli in inglese e in italiano raccontando la storia di Eugenio Pacelli con semplicità e fedeltà.

Ecco il testo della lettera indirizzata a Pio XII dalla Fondazione ebraica per i salvatori cristiani di New York: “Santità, man mano che i popoli oppressi vanno riacquistando la libertà ci giunge notizia, dai nostri cappellani militari in Italia, dell’aiuto e della protezione dati agli ebrei italiani da parte del Vaticano, di sacerdoti e di istituzioni della Chiesa durante l’occupazione nazista nel paese. Siamo profondamente commossi per questi straordinari episodi di amore cristiano ed ancora più sapendo a quale pericolo molti di coloro che davano rifugio ed aiuto agli ebrei ricercati dalla Gestapo esponevano se stessi.”

Per correggere i falsi rapporti e le incomprensioni che esistono, ho cercato di dare un contributo alla vera storia moderna sui rapporti tra ebrei e cattolici e riproducendo alcuni documenti dell’Archivio Vaticano. I miei studi in difesa di Pio XII sfidano le accuse non fondate e le allusioni maligne che sono state puntate verso di lui e che cercano di rovinare la sua fama di santo pastore delle anime.

Io sono stata tra i primi a battagliare a favore di questo Papa e ho cercato di restaurare la sua fama e di onorare il suo contributo parlando della sua santa vita di dedizione e coraggio. I miei studi in difesa di Pio XII sfidano le accuse non fondate e le allusioni maligne che sono state puntate verso di lui e che cercano di rovinare la sua fama di un santo pastore delle anime.

Nel 50esimo anniversario della morte di Pio XII, ricordiamo la sua vita e il suo contributo straordinario. È con gratitudine al Cardinal Tarcisio Bertone che ripeto le sue parole nella Prefazione del mio nuovo libro, La Verità ti farà libero ….. “Quanto è ingiusto questo pregiudizio circa il contributo di Pio XII durante la guerra, dimenticando non solo il contesto storico ma anche le grandi azioni caritatevoli promosse dal Papa, aprendo le porte dei seminari e degli istituti religiosi, accogliendo i rifugiati e le persone perseguitate, aiutando tutti che avevano bisogno di aiuto. Sono chiare le direttive di Pio XII sulla radio, nella stampa, e tramite la diplomazia. Nell’anno tragico 1942, disse a tutti: ‘Le azioni, non i lamenti, sono importanti ora.’ ”

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